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Strudenti Disabili All'Università

 Introduzione
 Cap.1 Trenta anni di integrazione
 Cap. 2 La legislazione italiana in materia d’integrazione scolastica e culturale
 Cap. 3 L’accoglienza degli studenti disabili nell’Ateneo leccese
 Cap. 4 Percezione della disabilità nella popolazione universitaria leccese
 Cap. 5 Analisi dell’integrazione degli studenti disabili dell’Università di Lecce
 Cap. 6 Le voci di alcuni studenti universitari disabili frequentanti l’Ateneo di Lecce
 Conclusioni
 Appendice A - Lettera di presentazione inviata con il testo del questionario
 Appendice B - Il Questionario
 Appendice C - Le brevi interviste a studenti e docenti
 Appendice D - Schema interviste
 Ringraziamenti
 Bibliografia

Conclusioni

In questi ultimi anni, dall’emanazione della legge n. 17/99, le Università finalmente, hanno prestato maggiore attenzione ai bisogni degli studenti disabili, perché sollecitate ad attivare servizi che consentano di partecipare pienamente alla vita universitaria. In tal senso, negli ultimi anni, l’Università di Lecce si è impegnata a garantire l’integrazione degli studenti disabili con varie iniziative e lo dimostra il fatto che il Ministero ha raddoppiato il finanziamento per il numero e la qualità di iniziative realizzate in un anno. Ma se è vero che i risultati raggiunti sono soddisfacenti, è anche vero che si può e che si deve fare ancora tanto per facilitare l’accesso dei disabili all’Università. Una nota negativa è costituita dal fatto che i dati riguardanti gli studenti immatricolati vengano forniti al Centro per l’Integrazione con enorme ritardo, non consentendo così, una pianificazione degli interventi in modo sufficientemente puntuale, lasciando in questo modo che i nuovi immatricolati diversamente abili cadano nell’oblio senza che nessuno possa fornire loro un valido supporto che consenta di affrontare l’esperienza universitaria nel modo più idoneo. Vivendo oggi nell’era “Hi-Tech” è inspiegabile come sia possibile conoscere in tempo reale quanti siano i millimetri di pioggia a centinaia di miglia da noi e non sia possibile conoscere le centinaia di disabili che quotidianamente vivono a pochi millimetri dalla nostra realtà. Tutto questo porta ad una grave conseguenza e ad una triste considerazione: la conseguenza è che proprio nella fase di “start-up” di un nuovo progetto di vita chi si dovrebbe occupare della loro accoglienza è impossibilitato a farlo, la considerazione è che in questo modo si violano anche i diritti dello studente disabile negando loro la possibilità di avere pari opportunità. Il problema principale che deriva da questa mancanza di tempestività è che lo studente, come è emerso dai questionari, vedendosi “trascurato”, all’inizio fatica ad avere fiducia nei confronti delle Istituzioni, limitando in questo modo le possibilità di riuscita dell’azione dell’incolpevole Centro, già poco conosciuto e radicato nella realtà del nostro Ateneo. Per quanto riguarda il problema della “condivisione” dei dati è abbastanza immediato voler suggerire un’anagrafe unica centralizzata che contenga le informazioni comuni utili ai vari centri di competenza dell’Università, potenziando il sistema informativo, in modo da poter migliorare e velocizzare i servizi offerti dall’Ateneo. Il problema della “diffusione” del Centro e delle sue iniziative, all’interno del territorio universitario, potrebbe essere risolto creando delle succursali nelle varie strutture, rendendo possibile in tal modo un rapporto più diretto e immediato con i potenziali utenti. Questo, però, implicherebbe un notevole aumento del personale specializzato ed il potenziamento delle strutture, con la conseguente maggior incidenza del capitolo “Integrazione” nel bilancio dell’Ateneo, che in un’epoca di tagli e riforme, sembra essere quasi impossibile da realizzare. Per aggirare l’ostacolo “bilancio” si potrebbe anche agire diversamente, ad esempio attuando una strategia di “aiuto per aiuto”. Infatti, già da tempo, l’Ateneo si preoccupa di dare aiuti economici agli studenti attraverso un piano di lavoro che si articola in 150 ore utilizzate solitamente per fornire collaborazione agli Uffici Amministrativi. Parte di tali risorse potrebbero essere meglio utilizzate presso il Centro, favorendo anche l’interazione tra gli studenti disabili e non, contribuendo così alla concretizzazione di rapporti facilitanti una piena integrazione. Questo anche in considerazione del fatto che solo il 26,4% degli studenti disabili, come dimostrano i risultati della ricerca condotta, ha un consolidato rapporto di frequentazione con gli altri colleghi universitari. Un altro “patto” di collaborazione potrebbe essere instaurato con gli studenti diversamente abili “anziani” che potrebbero fornire ampio supporto alle matricole. Cosa del tutto fattibile, anche in ragione del fatto che la maggior parte di loro dichiara di avere una forte tendenza ad aiutare chi ha bisogno. Basterebbe soltanto fornire un adeguato supporto logistico ove gli studenti possano incontrarsi, confrontarsi ed insieme collaborare per il raggiungimento dei propri obiettivi. La continua cooperazione, resa possibile anche dalle suddette iniziative, porterebbe a vivere il mondo “disabilità” non come un pianeta lontano, ma come una realtà tanto vicina quanto mescolata nella nostra quotidianità. Questo contribuirebbe a spazzare via il demone che ancora in molti incute terrore e discriminazione spianando così la strada alla costruzione di un avveniristico unico mondo dove “disabilità” e “normalità” si fondono senza distinzione alcuna e promuovono assieme lo sviluppo umano valorizzando la particolarità-diversità di ogni individuo, in quanto unico ed irripetibile. Forse la consapevolezza “globale” di poter e saper agire ha fatto muovere già i primi passi verso la costruzione di quell’idilliaco mondo proclamando così l’Anno Europeo dei Disabili, che anche attraverso i principali canali di comunicazione promuove campagne di sensibilizzazione e varie iniziative ponendosi l’obbiettivo di aggiungere un altro tassello ad un mosaico ancora povero. Infatti, dall’indagine condotta sulla percezione della disabilità nella popolazione universitaria leccese risulta che il solo sentire la parola “disabilità” mette a disagio e addirittura spaventa. Allora si potrebbe non usarlo più e cambiare biglietto da visita, così come suggerisce Claudio Imprudente, una persona che ha lottato tanto, in questi anni, per ridurre l’handicap anche attraverso una maggiore conoscenza diffusa nelle persone: “E’ come se uno bussasse alla porta e vi dicesse: Buongiorno, sono una persona non-abile”. Il biglietto da visita va cambiato, bisogna sottolineare le abilità e non le disabilità [34]. La cultura va cambiata e l’Università mi sembra il luogo ideale affinché questo abbia inizio: potrebbe dare l’esempio sviluppando idonee ricerche innanzitutto per adeguare sé stessa alle nuove prospettive. Si può affermare, da quanto è emerso dall’indagine, che l’Università di Lecce dovrebbe progettare una campagna di sensibilizzazione della popolazione universitaria sul tema dell’integrazione, con l’obiettivo di: accrescere la sensibilità collettiva sulla condizione dei disabili; svolgere una funzione didattica- pedagogica; incentivare e disincentivare comportamenti. Le attività della campagna di sensibilizzazione potrebbero iniziare con una rassegna cinematografica sulla disabilità, con un programma di concerti (di questo potrebbero occuparsene le Associazioni Studentesche), con dei percorsi formativi sulle capacità relazionali nell’approccio alle disabilità rivolti a docenti, studenti e al personale tecnico amministrativo. Scopo, obiettivo e speranza di questo lavoro è poter, a breve, sostituire l’istantanea, già ingiallita e poco nitida e da troppo tempo esposta nella nostra “bacheca”, con una bella foto dai colori vividi ed armoniosi. Compito e dovere dell’Università e di noi tutti è saper sensibilizzare abbastanza l’occhio del fotografo affinché riesca a catturare l’immagine tanto ambita e desiderata di una piena ed effettiva integrazione.

[34]Canevaro A., Ianes D., Diversabilità, Erickson,2003, p.8.





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Prima Pubblicazione: 23 luglio 2003
Ultimo Aggiornamento: 09 Ottobre 2007
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