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Strudenti Disabili All'Università

 Introduzione
 Cap.1 Trenta anni di integrazione
 Cap. 2 La legislazione italiana in materia d’integrazione scolastica e culturale
 Cap. 3 L’accoglienza degli studenti disabili nell’Ateneo leccese
 Cap. 4 Percezione della disabilità nella popolazione universitaria leccese
 Cap. 5 Analisi dell’integrazione degli studenti disabili dell’Università di Lecce
 Cap. 6 Le voci di alcuni studenti universitari disabili frequentanti l’Ateneo di Lecce
 Conclusioni
 Appendice A - Lettera di presentazione inviata con il testo del questionario
 Appendice B - Il Questionario
 Appendice C - Le brevi interviste a studenti e docenti
 Appendice D - Schema interviste
 Ringraziamenti
 Bibliografia

2.5 La legge-quadro n° 104 del 05/02/92

La parte della Legge-quadro notoriamente ritenuta più valida, è l’art. 8, lett. “d”, sia per l’ampiezza dei principi, sia per la predisposizione di strumenti organizzativi per la loro effettiva realizzazione. La legge dedica ad essa cinque articoli (da 12 a 16), più l’art. 43 sulle abrogazioni di norme tutto dedicato alla legislazione scolastica preesistente. È proprio nelle strutture educative e scolastiche che si avvia, in modo determinante, il processo di integrazione sociale cui tutta la legge tende. Fondamentale è la formulazione del secondo comma dell’art. 12, secondo cui gli alunni con handicap hanno diritto all’integrazione nelle sezioni e classi “comuni” delle scuole di ogni ordine e grado e nell’Università. Il diritto all’integrazione nell’Università si realizza, ai sensi dell’art. 16 ultimo comma, “previa intesa” con il docente della materia, sentito il Consiglio di Facoltà e, ove necessario quello di Dipartimento, ai fini di garantire all’allievo prove “individualizzate”, sostenute anche con ausilii. Per gli alunni audiolesi, gli artt.13 e 42 prevedono finanziamenti per assicurare loro “interpreti nella comunicazione”. L’art. 13 della legge n. 104/92 ha previsto inoltre, la fornitura di sussidi didattici, anche tecnologicamente avanzati, e la sperimentazione di nuove metodologie didattiche. “La Legge-quadro non si è limitata ad indicare principi, ma ha anche formulato norme a sostegno amministrativo dell’integrazione e ciò dovrebbe far riflettere i detrattori ad oltranza che continuano a sostenere che la legge. n. 104/92 è priva di pratiche realizzazioni”[23] , ma in realtà questa ha conosciuto delle forti critiche, soprattutto nella sua impostazione non coercitiva e non sanzionatoria; infatti è la legge del “si può e non si deve”, che non prevede sanzioni per chi non osserva ciò che essa prescrive. Nonostante questi limiti, la legge 104 ha una vastità di respiro che permette di capire quanto la stessa legislazione abbia recepito la prospettiva dell’integrazione come possibilità che i soggetti con bisogni particolari abbiano uno statuto positivo che permetta loro l’ingresso e la presenza continua nel tessuto sociale.

[23]Nocera S., Handicappati: la Nuova cittadinanza. Commento alla legge quadro 5 febbraio 1992, n. 104, SEI, Torino, 1995.





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Prima Pubblicazione: 23 luglio 2003
Ultimo Aggiornamento: 09 Ottobre 2007
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