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Strudenti Disabili All'Università

 Introduzione
 Cap.1 Trenta anni di integrazione
 Cap. 2 La legislazione italiana in materia d’integrazione scolastica e culturale
 Cap. 3 L’accoglienza degli studenti disabili nell’Ateneo leccese
 Cap. 4 Percezione della disabilità nella popolazione universitaria leccese
 Cap. 5 Analisi dell’integrazione degli studenti disabili dell’Università di Lecce
 Cap. 6 Le voci di alcuni studenti universitari disabili frequentanti l’Ateneo di Lecce
 Conclusioni
 Appendice A - Lettera di presentazione inviata con il testo del questionario
 Appendice B - Il Questionario
 Appendice C - Le brevi interviste a studenti e docenti
 Appendice D - Schema interviste
 Ringraziamenti
 Bibliografia

2.1 Il processo d’integrazione

Intorno al 1970 comincia a emergere con forza la critica al modo con cui vengono assistiti gli handicappati. Si capisce finalmente che non è possibile imparare frequentando strutture speciali, quindi al di fuori dei rapporti sociali che possono motivare l’apprendimento stesso: non è cioè possibile isolare gli obiettivi didattici da quelli dell’inserimento nella società. Nascono così in tutta Italia esperienze di integrazione scolastica nella scuola dell’obbligo. Inizialmente si tratta di esperienze limitate intorno a cui, però, si sviluppa un interesse crescente. L’integrazione dei disabili nella scuola, favorita dalle scelte di politica sociale, pur tra innumerevoli problemi , è riuscita a realizzare il processo di insegnamento-apprendimento in un ambiente normale, al di fuori cioè delle istituzioni speciali (classi speciali, scuole speciali, istituti medico-psico-pedagogici, ecc.). I problemi spesso sono stati di carattere strutturale, ma anche di scarse risorse e limitate competenze degli insegnanti incaricati di favorire l’integrazione degli alunni disabili. Ancora si discute sul ruolo dell’insegnante di sostegno e sulla sua professionalità. La cultura della diversità tenta di estendersi, ma penetra con difficoltà. I nuovi modelli pedagogici centrati sull’alunno, sullo sviluppo della sua personalità e sulla capacità di comunicare e relazionare con gli altri, hanno dimostrato l’efficacia di un percorso formativo integrato anche con gli alunni disabili. È stato dimostrato che la presenza in classe dell’alunno disabile comporta un maggior impegno ad attivare percorsi metodologicamente più adeguati alle esigenze di tutti, non limitando il processo di apprendimento, bensi’ stimolando ed innovando la didattica. Indubbiamente tale processo di integrazione richiede una organizzazione scolastica più flessibile ed un maggiore impegno e collaborazione tra gli operatori della scuola e dei servizi socio-sanitari presenti sul territorio, più di quanto forse non fosse necessario in precedenza. Infatti quando nella classe vi sia un alunno disabile, al fine di raggiungere una reale e piena integrazione, occorre predisporre non solo una programmazione educativa, ma un vero e proprio “progetto di vita”[18]. Perché per quel soggetto non ci si dovrà limitare a pensare all’integrazione scolastica, ma ad una integrazione anche al di fuori della scuola. Il modello educativo italiano per gli studenti disabili non si focalizza esclusivamente sul concetto di normalizzazione, che presuppone il passaggio da un grado d’istruzione all’altro solo dopo aver raggiunto i traguardi fissati nei programmi nazionali, ma si pone come obiettivo la continuità del processo educativo e formativo dell’allievo a qualsiasi livello si trovi. L’allievo seguirà il curriculum normale fin quando è possibile anche con interventi individualizzati. Nel caso ciò non fosse ritenuto possibile, verranno organizzati itinerari didattici differenziati in funzione della natura dell’handicap, del tipo di risposta data alle attività svolte ed in considerazione delle potenzialità residue da sviluppare. I principi fin qui esposti riguardano essenzialmente il processo di integrazione nella scuola, ma tale azione non può rimanere isolata se ci riferiamo ad un “progetto di vita” che prevede l’integrazione nella società.

[18]De Anna L., L’accoglienza degli studenti disabili nelle Università, Relazione del 1° Seminario Internazionale 27-28 ottobre 1995, in “Università e Ricerca”, n°3/4, marzo aprile, 1996.





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Prima Pubblicazione: 23 luglio 2003
Ultimo Aggiornamento: 09 Ottobre 2007
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