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Strudenti Disabili All'Università

 Introduzione
 Cap.1 Trenta anni di integrazione
 Cap. 2 La legislazione italiana in materia d’integrazione scolastica e culturale
 Cap. 3 L’accoglienza degli studenti disabili nell’Ateneo leccese
 Cap. 4 Percezione della disabilità nella popolazione universitaria leccese
 Cap. 5 Analisi dell’integrazione degli studenti disabili dell’Università di Lecce
 Cap. 6 Le voci di alcuni studenti universitari disabili frequentanti l’Ateneo di Lecce
 Conclusioni
 Appendice A - Lettera di presentazione inviata con il testo del questionario
 Appendice B - Il Questionario
 Appendice C - Le brevi interviste a studenti e docenti
 Appendice D - Schema interviste
 Ringraziamenti
 Bibliografia

1.6 Il Convegno Erickson sulla Qualità dell’integrazione scolastica

La prima edizione del Convegno Internazionale su “La Qualità dell’integrazione scolastica: Dall’integrazione dell’alunno in situazione di handicap all’individualizzazione per tutti” si è tenuto a Riva del Garda (TN) il 7-8-9 novembre 1997. Coinvolse 1.600 persone provenienti da tutta Italia, per ribadire il valore irrinunciabile dell’integrazione e per affinare la propria strumentazione concreta di lavoro quotidiano. I partecipanti al convegno, con un documento nel quale “Riaffermano la positività della pluridecennale esperienza italiana dell’integrazione scolastica di tutti gli alunni in situazione di handicap. Ritengono che essa rappresenti il presupposto indispensabile per una piena integrazione nella società. Ricordano che tale esperienza può essere considerata fino ad oggi la più significativa riforma che ha stimolato processi di innovazione generali sui versanti strutturale-organizzativo, metodologico-didattico ed educativo”[14], esprimono le loro idee sull’integrazione. Durante il convegno sono state elaborate dieci tesi, ritenute fondamentali per realizzare un’integrazione di qualità.

  1. Vanno elaborati metodi di conoscenza e di valutazione dei “bisogni educativi particolari” degli alunni in situazione di handicap, metodi che superino le vecchie concezioni e sviluppino concezioni nuove.
  2. L’integrazione dell’alunno in situazione di handicap va realizzata con una forte “sensibilità alle differenze”, che dovrà diventare il clima culturale diffuso tra tutti gli insegnanti di una comunità scolastica solidale e collaborativa.
  3. Deve essere data priorità all’apprendimento collaborativo e allo sviluppo dei rapporti d’amicizia e d’aiuto reciproco con i compagni di classe.
  4. C’è bisogno di una nuova dirigenza scolastica, più orientata agli obiettivi, nel contesto della nuova autonomia delle scuole.
  5. Occorre un forte investimento in tecnologie, però con un severo controllo sulla qualità della spesa e sull’effettiva ricaduta formativa.
  6. La formazione dei docenti per il sostegno dovrà essere qualificata e legata a quella universitaria di tutti i docenti, elaborando un profilo professionale di un docente specializzato.
  7. L’integrazione va costruita anche attraverso la collaborazione con le famiglie, una risorsa fondamentale per la scuola.
  8. Va qualificata e chiarita la collaborazione tra scuola e servizi socio-sanitari, modificandone l’impostazione troppo patologizzante e poco attenta alle potenzialità dell’alunno.
  9. La scuola deve integrarsi nella comunità, per rispondere al bisogno di un progetto complessivo di vita per l’alunno in situazione di handicap, che coinvolga anche le realtà locali e il mondo del non-profit e del volontariato.
  10. L’integrazione deve essere documentata, le buone esperienze vanno diffuse, messe in rete, va fatta documentazione e sperimentazione sull’efficacia e sulla qualità.

I partecipanti al convegno, oltre a stabilire i principi da cui non può prescindere un’integrazione di qualità, giunsero ad avanzare delle richieste al Governo e al Parlamento. Tra le richieste compaiono: la formazione e la specializzazione universitaria di tutti i docenti; la garanzia che non vengano cancellate le conquiste consolidate negli ultimi vent’anni; l’esigenza che venga sollecitato il Sistema Sanitario a garantire i compiti previsti dalla legislazione vigente a sostegno della piena integrazione scolastica e sociale; il sistema nazionale di valutazione consideri l’integrazione scolastica come l’indicatore fondamentale della qualità della scuola e tale indicazione debba essere esplicitata nei relativi provvedimenti. Infine i partecipanti chiesero con forza la salvaguardia degli attuali livelli di integrazione e della qualità dei processi formativi, anche per le responsabilità che vengono riconosciute al nostro Paese sul piano europeo e internazionale[15].

[14]Ianes D., Tortello M., La qualità dell’integrazione scolastica, Edizioni Erickson, Trento, 1999, p. 15.
[15] Ibidem, pp. 15-17.





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Prima Pubblicazione: 23 luglio 2003
Ultimo Aggiornamento: 09 Ottobre 2007
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