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Strudenti Disabili All'Università

 Introduzione
 Cap.1 Trenta anni di integrazione
 Cap. 2 La legislazione italiana in materia d’integrazione scolastica e culturale
 Cap. 3 L’accoglienza degli studenti disabili nell’Ateneo leccese
 Cap. 4 Percezione della disabilità nella popolazione universitaria leccese
 Cap. 5 Analisi dell’integrazione degli studenti disabili dell’Università di Lecce
 Cap. 6 Le voci di alcuni studenti universitari disabili frequentanti l’Ateneo di Lecce
 Conclusioni
 Appendice A - Lettera di presentazione inviata con il testo del questionario
 Appendice B - Il Questionario
 Appendice C - Le brevi interviste a studenti e docenti
 Appendice D - Schema interviste
 Ringraziamenti
 Bibliografia

1.5 La Carta di Lussemburgo

L’integrazione degli alunni in situazione di handicap nelle sezioni e classi comuni di ogni ordine e grado rappresenta una delle esperienze più importanti realizzate dalla scuola italiana negli ultimi decenni. È significativo che la “Carta di Lussemburgo”, abbia approvato al termine del seminario finale del programma comunitario Helios II, i risultati più importanti delle prassi inclusive sperimentate a livello europeo, con ampi riferimenti al nostro approccio educativo complessivo. Helios II, terzo Programma d’azione Comunitaria a favore delle Persone Handicappate, nella sezione “Educazione”, si è chiuso infatti con il Seminario finale di Lussemburgo (7-9 novembre 1996), i cui lavori hanno prodotto un interessante documento: la Carta di Lussemburgo sui valori e le filosofie del processo d’integrazione. La Carta è suddivisa in tre parti: principi, strategie e proposte, più una premessa. L’integrazione di cui parla la Carta va considerata nell’accezione ampia di una scuola che si rivolge ad utenti di tutte le età, dall’infanzia all’età adulta, e che vede, nella cooperazione tra scuola comune e scuola speciale, la possibilità di creare una scuola unica, aperta a tutti, compresi coloro che si segnalano per bisogni educativi speciali.

I Principi. Il sistema scolastico ordinario viene individuato come il contenitore ideale al cui interno deve avvenire l’educazione e l’istruzione di ogni soggetto, perché diritto di ogni handicappato è di trovare una scuola capace di offrirgli “égalité de chances et le droit à la partecipation sociale”. Solamente una scuola aperta a tutti, capace di rispondere alle diverse necessità di ciascuno, potrà assolvere questo compito. Nella Carta, viene ribadito il diritto di ogni soggetto ad avere un “enseignement de qualité”, che avverrà in una scuola attenta alle differenze e ai bisogni educativi di ogni individuo. Una scuola dunque, capace di mettere l’educando al centro del proprio progetto educativo, cercando di conoscerne bisogni e risorse. Un altro dei principi enunciati è il diritto a “l’intervention précoce”, sia di carattere riabilitativo, sia in rapporto allo sviluppo di competenze sociali ed intellettive del soggetto. Infatti, tra i principi è presente il diritto ad una valutazione puntuale e permanente del soggetto e del processo educativo. L’ attenzione viene rivolta anche ai genitori dell’handicappato, perché ritenuti i responsabili primi di ogni decisione educativa. Questi ultimi potranno essere assistiti in tale compito da professionisti, ma senza il loro consenso nessun procedimento può essere adottato. L’ultimo principio riguarda chi opera nei processi d’integrazione. Tutti gli attori dell’integrazione hanno forti responsabilità che comportano un alto livello di burn-out, per cui diventa necessario poter avere un sostegno psicologico e metodologico alla propria professionalità[10].

Le Strategie. Le strategie proposte dalla Carta ruotano intorno a quattro punti fondamentali. Il primo di questi è il sistema scolastico, il quale è ritenuto idoneo all’integrazione se capace di rispondere alla complessità del rapporto con soggetti “speciali”. Ciò che si auspica è un approccio centrato sulla persona e un grande impegno di valutazione permanente del processo educativo nella sua globalità, sia rispetto all’apprendimento del soggetto, che alla sua socializzazione. Viste le innovazioni tecnologiche degli ultimi decenni, la Carta non ha potuto non assegnare un posto importante alle nuove tecnologie, in quanto possono facilitare l’individualizzazione e migliorare la motivazione ad apprendere dell’alunno. Un altro punto, altrettanto importante, è la formazione iniziale e in servizio di tutti i docenti che, dovendo insegnare in una scuola aperta a tutti, devono avere “une formation initiale et continue de qualitè”, che porti ad adeguate e riconosciute qualificazioni. La sezione della Carta dedicata alle strategie, si chiude con la richiesta a tutti i responsabili dell’integrazione di un forte impegno, perché ogni nazione metta a punto una legislazione a difesa del diritto per tutti i soggetti “speciali” ad essere integrati nelle scuole ordinarie[11].

Le Proposte. In questa parte della Carta sono contenuti gli obiettivi. È necessario far nascere la “cultura dell’integrazione”, altrimenti nessun diritto degli handicappati sarà pienamente rispettato, né verranno pensate e messe in atto strategie per favorire la loro partecipazione alla vita di tutti. Sicuramente non è un compito facile, perché va a toccare aspetti inconsci che fanno parte dei vissuti sociali, occorrono tempi lunghi e molte energie per poter modificare i comportamenti sociali verso la diversità. Tra gli obiettivi è presente anche quello di incoraggiare i soggetti “speciali” a partecipare a programmi nazionali ed europei. Infine la Carta suggerisce di lavorare affinché si realizzi una cooperazione internazionale tra i professionisti dell’integrazione[12]. HELIOS II ha un compito molto impegnativo: “deve contribuire a incoraggiare l’innovazione scolastica in tutti i paesi membri dell’Unione, attraverso l’esplorazione dei sistemi educativi nazionali in rapporto ala capacità che questi hanno di affrontare l’insuccesso scolastico, di qualsiasi origine esso sia. Il compito è certamente impegnativo, ma anche le forze messe in campo sono tante e con competenze, in molti casi, veramente preziose”.[13]

[10]Gelati M., Integrazione: La carta di Lussemburgo, in Gelati M., Marescotti E. (a cura di), Integrazione come cultura della diversità, Ferrara, Tecomproject, 2001, pp. 135-136.
[11]Ibidem, pp. 137-142
[12]Ibidem, p.142.
[13]Gelati M., Pedagogia Speciale. Problemi e prospettive, Ferrara, Corso Editore, 1996, p.201.





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Prima Pubblicazione: 23 luglio 2003
Ultimo Aggiornamento: 09 Ottobre 2007
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