Google

Login
User
Password
Password dimenticata?

HOME
Chi Sono
Tesi
Studi
Leggi
Documenti
Attività
Download
Contatti

Strudenti Disabili All'Università

 Introduzione
 Cap.1 Trenta anni di integrazione
 Cap. 2 La legislazione italiana in materia d’integrazione scolastica e culturale
 Cap. 3 L’accoglienza degli studenti disabili nell’Ateneo leccese
 Cap. 4 Percezione della disabilità nella popolazione universitaria leccese
 Cap. 5 Analisi dell’integrazione degli studenti disabili dell’Università di Lecce
 Cap. 6 Le voci di alcuni studenti universitari disabili frequentanti l’Ateneo di Lecce
 Conclusioni
 Appendice A - Lettera di presentazione inviata con il testo del questionario
 Appendice B - Il Questionario
 Appendice C - Le brevi interviste a studenti e docenti
 Appendice D - Schema interviste
 Ringraziamenti
 Bibliografia

1.4 Quattro parole chiave per fare un’integrazione di qualità

Un altro studioso italiano impegnato nello studio e nel sostegno all’integrazione è Mario Tortello, il quale sostiene che un’integrazione scolastica di qualità può costruirsi intorno a questi concetti: la necessità di “Riprendersi la Pedagogia”; l’opportunità di operare tenendo costantemente presente lo slogan “Pensami adulto”; la considerazione che è utile “Partecipare per apprendere”; l’esigenza di tenere nel debito conto anche la “Pedagogia dei genitori”. Il primo concetto sta a sottolineare la necessità di una attenzione peculiare all’asse educativo, prima ancora che ai necessari coinvolgimenti dell’ambito medico-clinico. Con questo non si vuole negare ideologicamente l’esistenza di aspetti patologici; semmai, pretendere che all’individuo in situazione di handicap venga assicurato anzitutto ciò che gli spetta in quanto persona, per poi provvedere a bisogni particolari, per i quali la risposta non dovrebbe mai essere totalizzante e emarginante. Con il secondo concetto, “ Pensami adulto”, M. Tortello riflette sul fatto che diventa sempre più necessario passare dal “piano educativo individualizzato” a un vero e proprio “progetto di vita” per minori e adulti in situazione di handicap che frequentano sezioni e classi comuni della scuola normale d’ogni ordine e grado. Un minore, un ragazzo, un giovane in situazione di handicap cresce nella misura in cui non rimane pensato e agito come “eterno bambino”. Cresce in relazione a come, in famiglia e altrove, lo si aiuta progressivamente ad assumere quei micro-ruoli familiari o sociali che stanno alla base della successiva assunzione di macro-responsabilità, sia pure rapportate alla presenza di un deficit e delle compromissioni che ciò può comportare. Un altro concetto individuato è “Partecipare per apprendere”. L’alunno in situazione di handicap deve essere costantemente condotto a percepire che i “compiti” della classe non sono a lui totalmente estranei e che hanno queste caratteristiche: esistono, sono risolvibili, possono essere appresi diversi livelli, possono essere partecipati. Mentre la classe lavora a un compito specifico, l’allievo handicappato non dovrebbe essere estraniato, ma partecipare per quanto possibile allo stesso compito, in forme adattate o ridotte, che rientrano nella cultura caratterizzante tale compito specifico. Un altro concetto fondamentale è la “Pedagogia dei genitori”. I genitori sono spesso una grande risorsa non sfruttata da chi lavora con persone in situazione di handicap. Eppure, esistono ragioni che raccomandano tale collaborazione; condizioni sperimentate per condividere fini comuni, potere decisionale e sentimenti; modalità collaudate per realizzarla. Purtroppo, non tutti gli operatori insistono sulla necessità di un proficuo rapporto tra scuola e famiglia; ma si tratta di una dimensione tutt’altro che secondaria, che può portare grandi vantaggi alla crescita di tutti e di ciascuno, a partire dalla possibilità per operatori e familiari di riconoscere reciprocamente una necessaria composizione dei rispettivi punti di vista educativi.[9]

[9]Consultare il sito internet: www.comune.fe.it;Convegno: Per Mario Tortello: il suo impegno il suo messaggio. Torino, 13 ottobre 2001, 2 marzo 2003.





Indietro
 
Avanti
Prima Pubblicazione: 23 luglio 2003
Ultimo Aggiornamento: 09 Ottobre 2007
Accessi Alla Pagina: 3058
Accessi Totali: 450724

© 2003 - 2007 Isabella Semeraro. Tutti i diritti riservati.