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Documenti in materia di disabilità

 La dichiarazione di Salamanca
 La Carta di Lussemburgo
 La Magna Charta dell'Integrazione (Documento Falcucci)
 Sentenza della Corte Costituzionale - 3 giugno 1987, n. 215
 Proposta di Legge per la regolamentazione del diritto di accesso ai servizi e alle risorse informatiche pubbliche

La Carta di Lussemburgo

Dal 7 al 9 novembre 1996 si è tenuto in Lussemburgo il Seminario finale del programma comunitario Helios, alla conclusione dei due cicli in cui è stato attuato e dei quattro anni che decorrono dal febbraio 1993 al dicembre 1996. Al termine del seminario è stato approvato un importante documento, la Carta di Lussemburgo.
Questa carta vuole essere la sintesi visiva di un lungo, vasto e impegnativo lavoro, prima mai compiuto, nei Paesi della Comunità Europea, confrontati anche con altri Paesi europei ed extraeuropei: nella Carta confluiscono i risultati delle visite di studio, delle sessioni dei gruppi di lavoro, delle "attività modello" sostenute e dei seminari organizzati, in materia di integrazione educativa e scolastica.
La Carta di Lussemburgo può essere intitolata "una scuola per tutti e per ciascuno" per il concetto portante delle tre parti in cui si divide:
- I principi, ovvero i concetti fondamentali da prendere in considerazione quando parliamo di integrazione scolastica.
- Le strategie, che riguardano gli aspetti e le attività concrete da mettere in atto quando si vogliono applicare i principi generali.
- Le proposte, che riguardano le prospettive e i cambiamenti da attuare in futuro.

I principi

- Le pari opportunità e i diritti alla partecipazione sociale della persona handicappata presuppongono una Scuola per Tutti e per Ciascuno, qualunque sia il livello scolastico e formativo, e per tutto il corso della vita.
- La Scuola per Tutti e per Ciascuno deve garantire un insegnamento di qualità e offrire un'accessibilità uguale per tutti e per tutto il corso della vita.
- La Scuola per Tutti e per Ciascuno deve adattarsi alla persona e non viceversa. E colloca la persona al centro di tutto il progetto educativo riconoscendo le potenzialità e i bisogni specifici di ciascuno.
- I genitori, come primi educatori del loro figlio, sono i collaboratori fondamentali nell'educazione del figlio. Hanno il diritto di scegliere il processo educativo che ritengono opportuno, nel rispetto della persona.
- L'intervento precoce rinforza la rieducazione, l'autonomia, l'integrazione sociale e scolastica del bambino che manifesta bisogni specifici fin dalla più giovane età. A questi fini, l'intervento è centrato sui bisogni globali dell'ambiente familiare.
- Deve essere assicurata una valutazione precisa e permanente della persona e del processo educativo.
- Le possibilità e le facilitazioni offerte dalle nuove tecnologie e le ricerche scientifiche devono essere utilizzate in tutti i livelli scolastici ed essere accessibili a tutti.
- Si deve adottare un metodo di lavoro coordinato e comune per tutti i responsabili del processo d'integrazione.
- La Scuola per Tutti e per Ciascuno presuppone il coordinamento del processo d'integrazione col concorso di tutti i responsabili coinvolti. Questi devono beneficiare di una formazione permanente specifica e possedere tutti gli strumenti e i supporti necessari per la realizzazione del loro compito.
- Ogni programma di formazione deve concorrere a una vita autonoma e indipendente della persona nel campo sociale e professionale, e per tutto il corso della vita.
- Una educazione in ambiente ordinario è un principio di base per la Scuola per Tutti e per Ciascuno.
- Gli Stati membri devono adottare una legislazione che garantisca a tutti i minori in età scolare e a tutti gli adulti, il diritto di accedere a un sistema scolastico ordinario. La legislazione deve essere accompagnata da tutte le risorse appropriate che permettano la sua realizzazione.

Le strategie

- La realizzazione della Scuola per Tutti e per Ciascuno richiede un sistema scolastico flessibile, capace di rispondere ai diversi bisogni educativi specifici nella loro complessità e variabilità.
- Un insegnamento di qualità deve mirare a un rapporto educativo globale, positivo, stabilito sulla base delle capacità delle persone, soprattutto nel caso di persone con bisogni specifici. Bisogna evitare di stabilire dei limiti su una base puramente medica.
- Un rapporto educativo centrato sulla persona deve rispettare i suoi bisogni, i suoi interessi, i suoi desideri e deve tendere alla sua autonomia.
- I genitori devono poter scegliere l'insegnamento che desiderano per i figli, al fine di garantire la loro partecipazione allo sviluppo generale del figlio. Poter scegliere con conoscenza di causa implica avere accesso a ogni informazione necessaria.
- Si impone una valutazione precisa e permanente a tutti i livelli: i progressi della persona, il lavoro in classe e il processo educativo globale.
- Le nuove tecnologie possono sopprimere le barriere e permettere un approccio più facile all'individualizzazione dell'insegnamento e della formazione, come pure un miglioramento della motivazione. L'insegnamento deve essere svolto in rapporto con le nuove strategie di formazione offerte dalla telematica e dall'insegnamento a distanza.
- La cooperazione fra tutte le persone che rispondono ai bisogni della persona con bisogni specifici, dovrà essere rispettosa del ruolo della persona, dei genitori o tutori, degli insegnanti e degli altri professionisti. È essenziale definire una terminologia comune per assicurare la riuscita della cooperazione.
- La stabilità di una rete di professionisti o di un'équipe multidisciplinare, quando esiste, è fondamentale per la conservazione e lo sviluppo delle competenze specialistiche. È indispensabile l'utilizzazione dei servizi esistenti in maniera coordinata.
- La riuscita di un insegnamento integrato implica una formazione iniziale e continua, di qualità, per tutti gli insegnanti, tali da portare a qualificazioni precise e riconosciute.
- La persona che ha bisogni specifici, consultata insieme con i genitori o tutori, deve essere l'attore determinante nel momento di prendere decisioni riguardanti la sua vita.
- Le autorità competenti devono chiaramente definire, migliorare, finanziare e applicare le leggi che riguardano l'integrazione.

Le proposte
Benché sia già stato fatto un lungo cammino sulla via dell'integrazione, come è messo in evidenza dai principi enunciati, come pure dalla applicazione delle strategie indicate, è importante sottolineare alcune proposte che costituiscono degli obiettivi ancora da raggiungere:

- Risulta prioritario sensibilizzare di più l'opinione pubblica nei confronti delle persone con bisogni specifici. Il cambiamento delle mentalità costituisce una vera priorità.
- Bisogna designare una figura professionale per coordinare gli aiuti necessari da fornire agli alunni con bisogni specifici, soprattutto nel periodo di "transizione" da una struttura scolastica all'altra.
- Le istituzioni scolastiche devono incoraggiare la mobilità degli allievi con bisogni specifici a partecipare ai programmi nazionali ed europei. A questo scopo, bisogna garantire un'informazione precisa nelle diverse istituzioni.

Una cooperazione internazionale dei professionisti nel campo dell'integrazione è una condizione importante che può favorire le istituzioni educative che si avviano verso l'integrazione.

Prima Pubblicazione: 23 luglio 2003
Ultimo Aggiornamento: 09 Ottobre 2007
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